La sesta sezione penale della Corte di Cassazione con la sentenza n. 14172 del 26 marzo 2026 depositata in data 17 aprile 2026, in tema di delitto di maltrattamenti contro familiari o conviventi ha affermato che “le modalità di raccolta delle dichiarazioni della persona vulnerabile costituiscono un segnale di garanzia a tutela della trasparenza dell’attività, a vantaggio di tutti i soggetti coinvolti, in aggiunta alla particolare tutela accordata nel sistema penale alla vittima vulnerabile“

