Le sesta sezione penale della Corte di Cassazione con la sentenza n. 36108 del 22 settembre 2026, depositata in data 14 ottobre 2026, in tema di confisca di beni per reati di lieve entità nel precisare che “La condanna o l’applicazione della pena per uno dei reati compresi nel catalogo dell’art. 240-bis cod. peno comporta la confisca dei beni nella disponibilità del condannato quando, da un lato, sia dimostrata la sproporzione tra il loro valore economico e il reddito dichiarato o i proventi dell’attività economica svolta e, dall’altro, non sia fornita una giustificazione credibile della loro provenienza”, in linea con la precedente giurisprudenza sul punto ha affermato che “…..quàlora la confisca sia disposta senza motivazione, l’imputato ha interesse a impugnarla ove abbia contestato, nel giudizio di merito o anche soltanto con il ricorso, l’esistenza di un nesso tra il reato e il bene. In tal caso, riconosciuta la fondatezza della doglianza, deve essere annullata la sentenza di patteggiamento limitatamente alla statuizione di confisca, affinché l’interessato possa far valere le proprie ragioni”
