Le quinta sezione penale della Corte di Cassazione con la sentenza n. 18797 del 15 aprile 2026, depositata in data 25 maggio 2026, in tema di accesso indebito da parte di un detenuto di un dispositivo di comunicazione ha affermato il seguente principio di diritto “con riferimento al delitto di indebito utilizzo, da parte del detenuto, di un apparecchio telefonico o di altro dispositivo idoneo ad effettuare comunicazioni, previsto e punito dall’art. 391-ter, terzo comma, cod. pen., la conversazione o comunicazione da lui effettuata ed intercettata costituisce corpo del reato, unitamente al supporto che la contiene, e, come tale, è utilizzabile nel processo a suo carico per tale reato, benché l’intercettazione di essa sia avvenuta nell’àmbito di un procedimento diverso ed in assenza dei presupposti indicati dall’art. 270, cod. proc. pen.“
